Torte nuziali

torte nuziali

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Uno dei momenti più suggestivi e tradizionali di un matrimonio è certamente la torta nuziale.

Non è un semplice dolce.

E’ il maggior momento di aggregazione della festa, dove gli sposi e la torta sono al centro dell’attenzione di tutti gli ospiti.

La scelta della torta nuziale e fondamentale per evidenziare il carattere della festa e le emozioni degli sposi che attraverso la stessa devono diffondere la propria felicita e i propri stati d animo, in altre parole gli sposi esprimono se stessi attraverso la torta scelta.

La scelta della torta è sicuramente una delle parti più “dolci” della pianificazione del matrimonio e deve esser fatta con cura.

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Storia della torta nuziale

I matrimoni sono sempre stati festeggiati da tutte le civiltà con simboli rappresentativi di ricchezza e fertilità. Proprio da questi antichi simboli che traggono origine le torte nuziali come le conosciamo oggi.

Nella Grecia antica durante il banchetto nuziale si offriva un dolce di sesamo e miele. Una porzione veniva data alla sposa insieme a un dattero e a una mela cotogna, simboli di fertilità.

Gli antichi romani, durante i matrimoni, regalavano un dolce a base di orzo. Lo sposo spezzava con le mani per poi cospargere il capo della moglie con le briciole, poi mangiate dagli invitati. Questo rito rimanda al defloramento della vergine, alla sua sottomissione e all’augurio di una prole numerosa.

È nel Medioevo che nasce “la torta alta”, creata assemblando piccoli pani o biscotti portati dagli invitati durante il banchetto. Più alta era la montagna creata da questi pani, più alto il numero di persone vicine agli sposi.

I pasticceri inglesi dell’epoca, secondo alcune testimonianze, erigevano dei veri e propri muretti, che venivano “glassati” con lardo per tenerli meglio insieme. Se gli sposi riuscivano a baciarsi sporgendosi sopra questo singolare ostacolo senza farlo cadere, questo era segno di buon auspicio.

Nel XVII secolo uno chef francese realizzò una pila di piccoli pani dolci, avendo, però, la geniale idea di legarli con del caramello e dando così vita al primo “croquenbouche”.  Ancora oggi in Francia l’ultimo piano delle torte nuziali è costituito da un piccolo croquenbouche.

Dal Seicento nei paesi anglosassoni si diffuse la “bride’s pie”, una semplice crostata della sposa, non necessariamente dolce, anzi più spesso a base di frattaglie, ostriche e spezie, che nascondeva un anello di vetro, la donna che l’avesse trovato nella sua fetta sarebbe stata la prossima a maritarsi, e le cui briciole venivano distribuite agli ospiti celibi e nubili perché messe sotto il cuscino avrebbe fatto apparire in sogno i futuri consorti.

La torta nuziale bianca prende vita nell’Ottocento, legata al concetto del candore della sposa legato non solo alla sua purezza virginale, ma anche al benessere della sua famiglia di origine. Lo zucchero raffinato era ancora costoso, quindi più chiara era la torta, più ricca era la sua dote.

In Inghilterra la regina Vittoria e, poi il figlio Leopoldo, diedero vita alla tradizione della torta nuziale, così come la intendiamo oggi.

La bianca torta nuziale della regina Vittoria (1840) misurava quasi tre metri di diametro e pesava 140 chili. Sulla sommità ospitava la figura della dea Britannia, della regina e del consorte, il principe Alberto, in costume romano, e ai loro piedi un cane (simbolo di fedeltà) e due colombi (simbolo di amore coniugale). Un amorino che scrive su un cartiglio la data delle nozze (10 febbraio 1840), allegri cupidi e mazzi di fiori legati nel nodo dell’amore da candidi nastri decoravano il resto della torta. Il nome “royal icing” (ghiaccia reale) deriva da questa torta.

Una torta nuziale a più piani coronò il matrimonio del principe Leopoldo, figlio di Vittoria, la prima torta completamente edibile.

Questa torta venne costruita usando dei pilastri di sostegno e solida ghiaccia per tenere la struttura in piedi; gli altri strati invece erano finti, fatti di carta spessa, assemblati con dello zucchero sciolto e coperti con la ghiaccia.

Le torte a tre strati si diffusero presto fuori dalla reggia, il cui il top veniva chiamato “christening cake” e conservato per essere distribuito durante la celebrazione del battesimo del primogenito. Il taglio della prima fetta era il primo dovere espletato congiuntamente da marito e moglie come coppia ufficialmente sposata. Servirsela a vicenda, un ulteriore simbolo dell’impegno appena intrapreso.

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